Potremo

Case di Accoglienza Beato Pietro Bonilli

Carta Servizi

Suore della Sacra Famiglia di Spoleto
CARTA DEI SERVIZI GIURIDICA DELL’ISTITUTO DELLE SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA DI SPOLETO

  1. L’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, con sede legale in Spoleto, Via Filitteria 25, è Ente Giuridico Ecclesiastico, civilmente riconosciuto con R.D. del 7 giugno 1934; registrato alla Corte dei Conti il 13 luglio 1934 – Reg. n. 349, foglio n. 10. E’ soggetto alle norme del Diritto Canonico e retto dal corpo di leggi contenute nelle Costituzioni proprie.
  2. E’ iscritto presso il Tribunale di Perugia al n. 517, parte prima e al n. 518, parte analitica del Registro delle Persone Giuridiche. È anche iscritto alla Regione dell’Umbria presso il Registro degli Enti e delle Associazioni dotati di personalità Giuridica n° 5374. L’Istituto, per la sua Personalità Giuridica, ha la capacità di possedere beni mobili ed immobili.
  3. Le Suore della Sacra Famiglia, per Carisma Fondazionale, hanno come fine apostolico la promozione della persona e della famiglia, l’esercizio della Carità nelle varie opere: educative, assistenziali e socio-sanitarie, con particolare attenzione ai problemi della istituzione famigliare , rispondenti alle particolari esigenze dei tempi e dei luoghi in cui l’Istituto opera, secondo le proprie finalità e senza fini di lucro. L’attività è svolta di preferenza a favore di:  • persone anziane, • soggetti con handicap intellettivi e/o fisici • minori normali, di età compresa nel ciclo della scuola materna e della • scuola dell’obbligo • persone emarginate dalla società odierna, con particolare riguardo alle zone più povere del mondo.
  4. Le modalità, l’organizzazione e le strutture operative si adeguano ai livelli socio-culturali del territorio ed alle norme vigenti.
  5. L’attività educativo assistenziale dell’Istituto è basata sui seguenti principi: – rispetto per ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione fisica, psichica, culturale; – convinzione delle possibilità di miglioramento e di emancipazione anche per le persone che appaiono meno dotate; – apertura al progresso della scienza. Tutto ciò in un rapporto di sussidiarietà con la Chiesa e con le Istituzioni pubbliche.
  6. L’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto dispone di tre Case per l’accoglienza, l’educazione e la riabilitazione di persone diversamente abili.

Tali Case sono in Umbria :

  • Centro Socio Riabilitativo ed Educativo “Mons. Pietro Bonilli” Trevi
  • Centro Socio Riabilitativo ed Educativo “Villa Nazarena” Pozzuolo
  • Comunità alloggio per disabili gravi “Villa Don Pietro Bonilli” Spoleto- Montepincio

CENNI STORICI, STRUTTURA E FUNZIONI DELLE TRE

  1. “CASE” 1 CENTRO SOCIO RIABILITATIVO ED EDUCATIVO “MONS. PIETRO BONILLI” TREVI
  2. CENTRO SOCIO RIABILITATIVO ED EDUCATIVO “VILLA NAZARENA” POZZUOLO
  3. COMUNITÀ ALLOGGIO PER DISABILI GRAVI “VILLA DON PIETRO BONILLI” SPOLETO- MONTEPINCIO

CENTRO SOCIO RIABILITATIVO ED EDUCATIVO “MONS. PIETRO BONILLI” TREVI

L’Istituto Mons. Bonilli è sorto accanto al Santuario della Madonna delle Lacrime di Trevi nel giugno 1935, per desiderio del Padre Fondatore della Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, il Beato Pietro Bonilli. Quando si parlava della Madonna delle Lacrime il Beato ci teneva a far sapere che, giovinetto, andava spesso in quel Santuario per pregare e partecipare alla Celebrazione Eucaristica e che proprio lì sentì la voce che lo chiamava al Sacerdozio. In età avanzata, quando ormai la Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia si espandeva in un campo senza confini, in Italia e all’estero, diceva: “Voglio che lì, alle Lacrime, sorga un altro Istituto per coloro che pur avendo occhi, non sono capaci di vedere e, pur avendo orecchie, non sono capaci di intendere”. ( Dagli scritti di D.P.Bonilli) Le pratiche presso il Comune di Trevi per avere i locali annessi al Santuario furono molto ostacolate e segnate da forti contrasti. Finalmente il 4 gennaio 1935, la sera precedente la sua morte, a Mons. Bonilli si poté dire: “Padre, presto si aprirà anche la Casa delle Lacrime; il Comune di Trevi ha già deliberato di cederci i locali. E’ contento?” Il Padre sorrise e disse: “Sono contento davvero! Ringraziamo il Signore e la Madonna. Questo sarà il principio di un altro grande bene”. ( Dagli scritti di D.P.Bonilli) L’Opera, destinata all’accoglienza di bambine e ragazze con handicap psichico, nel 1958, per rispondere alle esigenze del tempo e del territorio, si è trasformata in Istituto Medico-Pedagogico con Scuola Speciale Parificata. Il numero delle ospiti cresceva, le richieste di ammissione affluivano da ogni parte, nella casa del Bonilli chiunque ne avesse avuta necessità doveva trovare accoglienza. Così, sia per il crescente numero delle residenti sia per il riconoscimento ministeriale, si rendeva indispensabile una suddivisione per un migliore funzionamento. L’11 ottobre 1959 si apriva; sempre a Trevi, in Località Santa Croce, una Casa Famiglia per accogliere 18 ragazze non secolarizzabili già residenti nell’Istituto Medico Psico-Pedagogico, per essere avviate alle attività artigianali. Nell’agosto 1964 un’altra trentina di ragazze, scelte tra quelle più gravi, lasciavano l’Istituto di Trevi per essere accolte a Villa Nazarena a Pozzuolo Umbro. Sopraggiunta la necessità di ridurre il numero delle ospiti presso Villa Nazarena, nel 1967 un gruppo di ragazze diversamente abili vennero accolte a Spoleto Montepincio, “Villa Don Pietro Bonilli”. A seguito della politica di inserimento delle ragazze diversamente abili nella scuola “normale”, e la conseguente eliminazione delle scuole speciali, nel 1984 si è chiusa la scuola all’Istituto Medico Psico-Pedagogico. La Casa è ubicata a metà del pendio che da Trevi scende a valle, offre alla vista un panorama piacevole, sconfinato. È costituita da un complesso di edifici comunicanti e dotata di parco con viali, 2 ampi cortili interni, giardino e molto verde, cui fa seguito un uliveto. Tutto questo consente una sana e piacevole vita all’aperto. L’edificio è adiacente alla Chiesa monumentale della Madonna delle lacrime a Trevi.

È predisposta per 32 posti di accoglienza residenziali e 6 diurni

  • Al piano terra si trovano: la lavanderia, la cucina e la dispensa;
  • Al piano primo:sale da pranzo delle residenti e delle suore, sal di comunità delle suore, infermeria, portineria, uffici, cappella, laboratori, palestra, ambulatorio e sale di accoglienza;
  • Al secondo e al terzo piano: camere della comunità religiosa e delle residenti, un “Office di piano”, bagni assistiti e stanza per l’assistenza notturna. Le camere, personalizzate, sono da uno a tre posti letto con i relativi servizi igienici per disabili. L’edificio principale è collegato ad un’altra struttura:
  • Al piano terra: sale riunione, sala conferenza, servizi igienici per disabili;
  • Al piano superiore: alloggio per la comunità delle religiose COMUNITÀ ALLOGGIO PER DISABILI GRAVI “VILLA DON PIETRO BONILLI” SPOLETO- MONTEPINCIO

La Casa si erge a ridosso del centro della Città di Spoleto, in posizione collinare, ed è facilmente raggiungibile attraverso l’uso della normale rete viaria cittadina. Villa Pallucco (questa è la sua denominazione precedente) è di proprietò dell’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto dal 1953. L’edificio esistente, strutturato ad ambiente tipo familiare, non era sufficiente per le esigenze del servizio alle diversamente abili e si rese necessaria la costruzione, ex novo, di un altro corpo di fabbrica adiacente all’esistente. Il tutto è denominato“Villa don Pietro Bonilli”. Nel 1967 nella Villa don Pietro Bonilli venne accolto un gruppo di ragazze diversamente abili provenienti da Villa Nazarena di Pozzuolo. Attualmente la Casa dispone di 25 posti per l’accoglienza residenziale e due posti per l’accoglienza diurna. Nella Struttura più antica sono ubicati l’alloggio della comunità delle religiose , la cappella e gli spazi comunitari, nell’altra parte vivono le diversamente abili. Quest’ultimo spazio si compone di: seminterrato dove sono stati realizzati tutti i locali di servizio quali: lavanderia, stireria, locale di deposito, spogliatoi, oltre ad una palestra di 150 mq circa, completa di spogliatoio e servizi igienici. Piano terra dove sono invece in funzione un’attrezzata cucina, con annessa sala da pranzo, oltre ai vari locali per l’esecuzione delle attività ricreative e riabilitative, cui partecipano le residenti, la stanza morbida, l’ambulatorio e i servizi igienici. primo e secondo piano ci sono le camere personalizzate da uno a tre posti letto, e la stanza per il personale di turno, oltre ai servizi igienici.

CENTRO SOCIO RIABILITATIVO ED EDUCATIVO “ISTITUTO VILLA NAZARENA” POZZUOLO “VILLA NAZARENA” (ex “Villa Mancini”)

in Pozzuolo Umbro, Comune di Castiglione del Lago (PG), è di proprietà delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto dal 1957. Villa Nazarena è composta da un corpo centrale (la villa) e da uno stabile adiacente. L’intero stabile, nella parte interna, si affaccia su un ampio cortile pavimentato, circondato di verde e di aiuole fiorite, a cui fa seguito un bosco praticabile, con viali, pineta ed altri alberi di alto fusto. Dopo gli indispensabili lavori di adattamento la villa fu adibita alla ospitalità e alla educazione delle ragazze orfane, poi all’accoglienza delle giovani aspiranti alla Vita Religiosa. Nessuno di tali servizi ha potuto stabilirvisi definitivamente per vari motivi, primo dei quali quello scolastico. Il paesino, non essendo collegato, a quel tempo, da mezzi pubblici di trasporto con altri centri, non offriva alle giovani la possibilità di proseguire gli studi oltre la scuola dell’obbligo. Nell’agosto del 1964 vi si trasferirono dall’Istituto Medico Pedagogico di Trevi, sempre gestito dalle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, una trentina di ragazze con handicap psichici e psico-fisici gravi. Nel corso degli anni l’Istituto ha subito vari ampliamenti e trasformazioni strutturaliabitative. Negli anni 1989-1992 il complesso è stato ristrutturato per l’adeguamento alle norme per il superamento delle barriere architettoniche (legge 13/’89 e suoi riferimenti) e, negli anni 2002-2007 il complesso è stato ulteriormente ristrutturato sia per rispondere agli adempimenti normativi, sia per migliorare sempre di più la qualità della vita delle ospiti residenti e per rispondere alle esigenze presenti nel territorio. La Casa è oggi predisposta per n. 30 posti di accoglienza residenziale per disabili psicofisici grave e medio-grave e per n. 10 posti per accoglienza diurna. L’accoglienza comprende: – camere da uno a tre posti letto con arredamento adeguato e con servizi igienico-sanitari per disabili; – vari soggiorni; – sale da pranzo; – ambulatorio infermeria-farmacia; – vari laboratori per attività; – servizi generali: cucina, lavanderia, stireria, guardaroba, etc.; – palestra – stanza morbida – cappella.

OBIETTIVI E PRINCIPI

Nello Spirito del Carisma dell’istituto, attraverso interventi mirati al recupero globale ci si propone di: – Promuovere la dignità della persona; – Dare alla persona disabile un’adeguata risposta socio- sanitaria e riabilitativa; – Coltivare e sviluppare i valori morali e spirituali, intrinseci in ogni persona; – Curare l’assistenza spirituale delle residenti; – Formare il personale anche in aderenza al carisma dell’istituto; – L’attività educativa, socio-sanitaria e riabilitativa è basata su: – Rispetto e amore per ogni persona, qualunque sia la sua condizione fisica, psichica, culturale o sociale; – Rispetto e fiducia nella famiglia; – Disponibilità alla collaborazione con la chiesa e con gli organismi pubblici; – Apertura al cammino ed al progresso della scienza;

SISTEMA ORGANIZZATIVO E GESTIONALE

L’istituto delle suore della Sacra Famiglia di Spoleto privilegia le persone con maggiore difficoltà e si prefigge di – Essere famiglia – Dare famiglia – Costruire famiglia Ogni Casa è diretta dalla Superiora locale pro-tempore, nominata dalla Superiora Generale e suo Consiglio. La Superiora è punto di riferimento dei singoli che formano la collettività: religiose, operatori laici, volontari, residenti e loro famiglie, affinché venga raggiunto l’obiettivo che l’Istituto si propone.

ASSISTENZA SPIRITUALE

Nelle Case si vive un clima di fede. Coscienti che Dio è presente nella sua Parola, nell’Eucarestia, nel Sacramento del perdono e nel “sacramento” del povero, saranno regola sacra le parole di Gesù: “Qualunque cosa avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me”. Ciò rende possibile la vera accoglienza e le profonde relazioni umane tra le persone che abitano e frequentano le nostre Case.

RISORSE UMANE

All’interno delle Case operano le seguenti figure professionali:

  • Religiose
  • Sanitario
  • Psicologo
  • Psichiatra
  • Infermiere
  • Educatori/terapisti
  • Fisioterapisti
  • Operatori Socio Sanitari
  • Operatori generici Per i rispettivi compiti si attengono al Mansionario (ALL 7) consultabile nelle singole strutture

RUOLO DELLA COMUNITA RELIGIOSA

Mantiene vivo il carisma dell’istituto e la finalità dell’opera – Dirige ed amministra l’opera – Determina i criteri e i requisiti di ammissione e dimissione – Aiuta le residenti nella crescita della loro fede – Assume il personale, ne coordina il lavoro a tutti i livelli e cura la formazione spirituale e carismatica di tutto il personale. – Verifica il perseguimento degli obiettivi prefissi – Cura la qualità e mantiene la continuità delle relazioni fra tutti coloro che operano nella struttura, tra le residenti e con l’esterno.

RAPPORTO SINERGICO COI NUCLEI FAMILIARI

Scopo delle Case non è sostituirsi alla famiglia, ma offrirle un servizio di supporto ed essere per questa un punto di riferimento. Il rapporto con la famiglia è ritenuto parte integrante nel progetto educativo scelto dalla Congregazione e per questo è favorito in ogni modo. Il mantenimento e lo sviluppo delle relazioni con i familiari viene facilitato, quando possibile, con il rientro in famiglia nei fine settimana, in occasione delle maggiori festività, durante la stagione estiva. Per la stessa motivazione è prevista l’accoglienza temporanea di persone disabili in caso di difficoltà della famiglia.

RAPPORTO CON LE DIVERSE RISORSE TERRITORIALI

Sono favoriti i rapporti con il territorio, sia mediante la partecipazione delle residenti ad attività ed esperienze all’esterno, sia promovendo e organizzando iniziative all’interno della Casa aperte al territorio. Le Case mantengono accordi di collaborazione e convenzione con il Corso di laurea in Scienze della Formazione e la Scuola di Formazione per Assistenti Sociali per l’espletamento dei tirocini.

MODALITÀ D’INTERVENTO

Laboratorio per le autonomie personali: ha come obbiettivo il raggiungimento della massima autonomia possibile negli ambiti dell’igiene personale, dell’abbigliamento e dell’alimentazione; è guidato da tutti gli operatori che si alternano nei turni. Laboratorio per le autonomie sociali: ha come obbiettivo di esercitare le competenze sociali : uso del denaro, del telefono e dei mezzi pubblici, orientamento spaziale, riconoscimento di uffici ed esercizi, comportamenti socialmente adeguati… Settimanalmente le residenti, in piccoli gruppi, partecipano a delle uscite , pensate ed organizzate per e con loro per raggiungere gli obbiettivi sopra esposti; il laboratorio è condotto dagli stessi operatori che si occupano della didattica speciale, con la collaborazione degli altri . − Laboratorio di didattica speciale → il lavoro è rivolto al potenziamento delle competenze cognitive (categorizzazione, comparazione, classificazione, seriazione, riconoscimento di immagini, letto-scrittura quando possibile, risoluzione di problemi,…), alla promozione delle capacità di comunicazione e comprensione, alla riduzione delle diverse forme di dipendenza. − Laboratorio di attività motoria globale destinato al miglioramento ed al mantenimento delle capacità di movimento e coordinazione secondo il modello ortodosso di riabilitazione neuromotoria, ma anche della psicomotricità, dello psicodramma, della danzaterapia ed il rilassamento attraverso la musica e il movimento, per raggiunger le più adeguate condizioni fisiche relativamente all’età, alla storia, alla diagnosi. Laboratorio di attività artistico-manuale → il lavoro è di tipo artigianale, espressivocreativo o finalizzato a necessità collettive o personali della quotidianità (preparazione dei regali da offrire alle famiglie e agli amici durante le feste, addobbi per i vari periodi dell’anno…) ; si svolge attraverso una programmazione accurata , con compiti motorio-prassici precisi adeguati alle diverse capacità, con definizione chiara del termine e della qualità dei prodotti ( “ che cosa si va a costruire e perché”), con la separazione e la distribuzione delle varie fasi del lavoro ( con il modello dei diagrammi di flusso) e facendo particolare attenzione a curare l’ ”appartenenza” e l’ ”identificazione” con il significato di quanto si realizza; il laboratorio è condotto in sintonia tra tutti gli operatori che si occupano sia dell’attività didattica, che di quella motoria, che dell’animazione. Laboratorio di animazione e tempo libero : La programmazione e l’organizzazione delle attività di animazione e del tempo libero hanno come principio ispiratore il rispetto della individualità e della personalità e sono volte a valorizzare le potenzialità affettive, cognitive e relazionali: questi obbiettivi sono perseguiti attraverso la riscoperta e definizione delle emozioni proprie ed altrui e la condivisione di esperienze, feste e ricorrenze; ognuna di esse è preceduta da adeguata pianificazione partecipata e seguita da rielaborazione; il laboratorio è condotto dagli operatori specifici con l’integrazione costante con le attività del laboratorio della didattica. Ogni anno nella Casa di Trevi si organizza uno spettacolo pensato ed organizzato con le residenti e rappresentato nel teatro della città. Realizzazione del Giornalino del Calendario L’obiettivo è l’unità del progetto educativo nelle tre Case; aumentare la motivazione nel lavoro sulla letto-scrittura e sulla capacità di espressione; farsi conoscere nel territorio. Questi due prodotti sono un mezzo di comunicazione non solo interno alle case ma anche con il territorio; il lavoro in équipe è scorrevole e costruttivo Tutte le attività possono essere svolte individualmente o in gruppo a seconda degli obiettivi riabilitativi.